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Scandeluzza

Scandeluzza


Percorrendo la strada provinciale Asti-Chivasso si giunge facilmente a Scandeluzza. Salendo la collina per via Valleversa e di seguito per via Piave troviamo sulla sinistra la sede del municipio, fatta costruire dalla famiglia Piglia, ereditaria dai beni del conte Serramadio, nel 1906. Adiacente alla casa comunale vi è una ex cascina splendidamente ristrutturata che ospita oggi un ristorante. Proseguendo ancora, svoltiamo a destra, lungo la via IV Novembre ed arriviamo al Parco della Rimembranza; proseguiamo ancora un poco e poi svoltiamo a destra in salita, per via Parrocchiale.
Qui un antico arco di mattoni racchiuso fra due fabbricati ci indica l’ingresso al centro storico. Notiamo la chiesa di San Rocco, patrono di Scandeluzza, eretta probabilmente al tempo della peste seicentesca e più avanti sulla sinistra il Palazzo del Conte Serramadio di Mondonio, signorotto del paese.


Alla fine di via Parrocchiale ci troviamo nella parte più alta del paese dove sorge la parrocchia dedicata a Santa Maria del Rosario, la cui statua è posta in una nicchia sulla facciata principale della chiesa rivolta verso valle. La chiesa del XVII secolo conserva una tela del Moncalvo.

Dal sagrato della chiesa la vista si perde sul bel panorama che, dalla valle, si estende a tutti i paesi limitrofi.

Tra le proprietà del conte Serramadio e poi dei Piglia è da ricordare l’ex asilo infantile, ora di proprietà privata, che ospita saltuariamente manifestazioni, localizzato in via Serramadio: lo vediamo tornando sui nostri passi oltrepassando l’arco di cui sopra.

Scendendo lungo via Serramadio troveremo altre due chiesette: una dedicata a San Giuseppe e l’altra a San Bernardino, quest’ultima è collocata sulla via omonima. Esiste anche un'altra chiesetta, quella di San Grato, tutt'ora in buono stato.


Il fiore all’occhiello di Scandeluzza è però la chiesa romanica dei Santi Sebastiano e Fabiano. Ci arriviamo percorrendo tutta la via IV Novembre, sino fuori dall'abitato per giungere infine in prossimità del cimitero: la piccola chiesa conserva l’abside in blocchi di pietra alternati a mattoni, secondo lo stile romanico-monferrino, con affreschi del 1440 raffiguranti Cristo incorniciato in una mandorla ed attorniato da figure di santi e simboli degli Apostoli.

Vi è anche un'altra chiesa di epoca romanica, Sant'Emiliano che si trova in una proprietà privata nella frazione Case Battia.

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