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GUIDA TURISTICA

La pieve dei Santi Sebastiano e Fabiano di Scandeluzza

La pieve dei Santi Sebastiano e Fabiano di Scandeluzza


La pieve dei Santi Sebastiano e Fabiano si trova accanto al cimitero di Scandeluzza, sulla strada che conduce a Murisengo. La si incontra sulla sinistra, a circa 500 metri fuori dall'abitato, sul culmine di una collinetta. Come tutte le pievi è orientata ad est l'abside, a ovest l'ingresso.


Nel 1298 nel registro delle chiese della diocesi di Vercelli veniva citata come la chiesa di Santo Stefano di Caxio, la quale era sottoposta alla chiesa di Scandalucia. L'abitato di Caxium sorgeva dove vi è l'attuale cimitero e venne abbandonato nel 1304, per volere dei signori di Montiglio e del Marchese del Monferrato che fecero trasferire gli abitanti nella nuovo abitato fortificato sorto intorno alla chiesa di Santa Maria di Scandeluzza. Nel 1348 viene nominata come San Sebastiano di Cazia, dipendente da Santa Maria di Scandeluzza. Nel 1474 la chiesa venne inserita nella nuova diocesi di Casale.
Nel 1584 il vescovo di Casale la cita come dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano, descrivendola come campestre ed inserita nel cimitero. Nel 1817 viene citato un certo de Pillis come l'autore degli affreschi interni dell'abside.


La pianta dell'edificio è rettangolare, con abside circolare; misura circa 10 metri di lunghezza per 5 di larghezza. La facciata è a capanna, con un rosone sopra il portale ad arco a tutto sesto; due coppie di colonnine con capitelli sono ai lati della porta d'ingresso. Nella parete sud si vede una porta tamponata con arco a sesto acuto, un capitello scolpito a fogliami è inserito nella parte alta del contrafforte che divide la parete stessa dall'abside.
L'abside presenta il coronamento con una doppia serie di archetti pensili in laterizio poggiati su mensoline lavorate diversamente una dall'altra, più sopra una cornice di pietra scolpita a fogliami. Nel semicerchio absidale sono inserite due monofore.


All'interno dell'edificio il tetto è a vista, i travi che lo sorreggono sono decorati. Il catino absidale è affrescato con l'immagine di Cristo con sulla destra San Sebastiano trafitto e sulla sinistra San Fabiano; vi sono raffigurati anche i simboli dei quattro evangelisti. L'altare è in muratura stuccata ad imitazione del marmo.

Due lapidi sulle pareti interne dicono che la chiesa fu edificata nel 427, consacrata nel 429 e restaurata nel 1676, cosa che si ripeté nel 1875 per volere di Edoardo Arborio Mella.





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